giovedì 2 aprile 2009

Petrolio in Basilicata.


Uno dei problemi che ci hanno sempre detto del nostro paese, è quello di non essere autosufficienti con le risorse energetiche. Sopratutto che non abbiamo molto petrolio da estrarre per i nostri fabbisogni, e di conseguenza, dato che lo importiamo, i prezzi della benzina, ed altri prodotti derivanti dal petrolio, sono molto alti.
Strano.
Nella Val d'Agri, Basilicata, si trova il più grande giacimento di petrolio dell'europa continentale. Le stime ufficiali riportano, che il giacimento ha una capienza di 465 milioni di barili. Ed anche se si estrae da ben 15 anni, finora ne sono stati estratti quasi 11 milioni. Un tesoro inestimabile, visto i prezzi che si sono visti quest'anno per un barile di petrolio.
In altre parti del mondo, per esempio il Texas, una scoperta di questo tipo porta ricchezze e fortune. Si creano nuove infrastrutture, nuovi posti di lavoro, il prezzo della benzina cala, e tutti sono felici. In Italia no. Qui è diverso. Non solo in Basilicata nessuno ha visto un soldo, ma la benzina non è calata di un centesimo. La disoccupazione è cresciuta, basti pensare che da questa regione emigrano all'anno circa 4000 persone. Tutto l'affare è in mano alle multinazionali, ed i residenti sono tagliati fuori.
Le compagnie che estraggono danno alla regione delle royalties del 7%!!!!!!! Una cifra ridicola, una percentuale tra le più basse del mondo. E pensare che Mattei voleva che il 50% dei profitti andasse a chi estraeva, e l'altro 50% alla collettività.
Oltre al danno economico, si aggiunge quello ambientale. Nella regione non c'è un vero e proprio monitoraggio ambientale. Effettuano 2 o 3 controlli annui, un pò poco per un luogo dove si estraggono benzeni ed alcoli, tutte sostanze catalogate "pericolose all'uomo", e come se non bastasse il petrolio sta distruggento l'agricoltura, e la natura della Val d'Agri.