giovedì 26 marzo 2009

Come sconfiggere l'AIDS....secondo il clero.


In questi giorni abbiamo assistito con stupore ad una accesa ed insolita "discussione" tra lo Stato Pontificio ed i Governi Mondiali. L'argomento lo ha dato il santo padre Benedetto XVI, durante il suo primo viaggio nei paesi Africani, che parlando del problema di malati di AIDS in Africa ha detto : una tragedia che non puo' essere risolta solo con il denaro, ne' attraverso la distribuzione di preservativi, che persino aggravano il problema. La soluzione, ha sostenuto, e' in un "risveglio spirituale e umano" e "soffrendo con i sofferenti". .......
Cioè ci sta dicendo che non dobbiamo prevenire il male proteggendoci nei rapporti sessuali, ma di ammalarci con loro???? Forse così tutti saremo malati di AIDS, e non sarebbe più il caso di preoccuparcene. Si può capire che la chiesa è sempre stata contraria ai condom, perchè con esso si aiuta il piacere della fornicazione, e non si attua il santo piano di fare sesso solo per procreare, ma ad arrivare a dire che il preservativo peggiora la situazione è stato un atto ridicolo.
Infatti le repliche di vari Governi non sono tardate. Il portavoce del commissario UE degli aiuti umanitari ha dichiarato che "Il preservativo è uno degli elementi essenziali nella lotta contro l'Aids e la Commissione Ue ne sostiene la diffusione e l'uso corretto». La Francia si è dichiarata preoccupata riguardo a queste dichiarazioni. La Germania è dello stesso parere, e chiarisce che è un perfetto sistame di prevenzione. La Spagna dopo aver dichiarato di essere sbigottida dalla vicenda, ha subito inviato gratuitamente un milione di preservativi in Africa. L'italia..........l'Italia...........nessuno ha sentito parlare l'Italia. La nostra nazione ha liquidato l'argomento con un semplice: "non intendiamo voler commentare le parole del PAPA".
Per quanto riguarda il Vaticano, sono subito corsi in aiuto del loro capo di stato, difendendolo a spada tratta. Hanno dichiarato che le parole del santo padre sono state mal interpretate, usate in malo modo. Ma come mai Il Vaticano, nel pubblicare l'intervista integrale sul loro sito, ha modificato le parole usate da Benedetto XVI sui preservativi?. Nel testo del bollettino che compare sul sito della Santa Sede, Ratzinger afferma: «....Direi che non si può superare questo problema dell'Aids solo con slogan pubblicitari. Se non c'è l'anima, se gli africani non si aiutano, non si può risolvere il flagello con la distribuzione di profilattici: al contrario, il rischio è di aumentare il problema».
Dalla sbobinatura della registrazione in possesso dei giornalisti, le parole di Benedetto XVI risultano invece nel seguente modo: «...direi che non si può superare questo problema dell'Aids solo con i soldi, che sono necessari, ma se non c'è l'anima che sa applicarli, non aiutano; non si può superare con la distribuzione di preservativi che, al contrario, aumentano il problema».
Se lo hanno corretto vuol dire che si sono accorti che ha parlato a sproposito, cosa inaccettabile per una persona con un alta carica governativa e spirituale.
Ancora più inaccettabile parlare con ignoranza su un tema molto delicato come l'AIDS in Africa e nel mondo.


33,2 milioni di persone nel mondo sono sieropositive. 2,1 milioni hanno un'età inferiore ai 15 anni e circa il 90% di essi vivono nell'Africa sub-sahariana

Soltanto il 10% dei bambini sieropositivi riceve cure adeguate

Ogni giorno, 1.500 bambini contraggono il virus HIV. In massima parte, si tratta di neonati contagiati dalla mamma durante la gravidanza o alla nascita.

15,2 milioni di bambini e ragazzi minori di 18 anni hanno perso uno o entrambi i genitori per colpa dell'AIDS. Di questi, 12 milioni si trovano nell'Africa Sub-sahariana.


Inghilterra - Pillola del giorno dopo a studentesse di 11 anni...senza il permesso dei genitori.



In questi giorni in Inghilterra è stato avviato il piano di distribuzione, da parte di 6 scuole medie, delle "pillole del giono dopo" alle studentesse, tramite l'infermeria scolastica.
La distribuzione avverrebbe anche senza il consenso dei genitori, cioè ogni studentessa è libera di prendere il farmaco se lo ritiene necessario. Questa iniziativa il governo la giustifica con il fatto che la Gran Bretagna è il paese europeo con il maggiore numero di gravidanze indesiderate tra le minorenni (30mila all'anno al di sotto dei 18 anni, 5 mila all'anno, tra i 14 ed i 16 anni).
I genitori, e relative organizzazioni, si sono subito fatte sentire, accusando il fatto che potrebbe dare il" via libera a promiscuità sessuale tra bambine al di sotto dei 14 anni", senza contare il fatto che non vengono interpellati dai figli nella decisione di prendere il farmaco. Invece le autorità scolastiche ribattono di non fare falsi moralismi, dato che le gravidanze minorili è un fenomeno in espansione, creando cicli di povertà e instabilità sociale da cui poi diventa difficile uscirne.
Scritto questo, penso che sarebbe assurdo dare una tale responsabilità a dei bambini, tagliando fuori i genitori, dato che ad 11 anni non hai la consapevolezza e la maturità di giudicare cosa è sbagliato e non. Lo Stato in questo caso non aiuta attuando azioni di questo genere, anzi crea ancora più tensione. L'unico aiuto che dovrebbe dare, e ci si aspetta che lo faccia, è iniziare una campagna di educazione più mirata e profonda, volta a sensibilizzare il tema preso in considerazione,e spèratutto non ritenere una piaga sociale le ragazze minorenni rimaste incinta.